Gli anni ottanta, come appare dalle datazioni, costituiscono gli "anni felici" per il nostro pittore, il periodo di maggior produzione su tela. Donini è appena tornato dalla Francia, si è ritrovato nella sua terra, con le emozioni di una luminosità che la Francia non possedeva; ha ritrovato la sua storia e gli amici, anche se la memoria francese, culturale e stilistica, rimane dominante.
Per questa ragione, Donini quando ritorna in Francia a trovare il figlio, si immerge nella pittura dal vago sapore impressionista; è una pittura di getto, libera e liberata; i colori hanno una rilevanza di verità espressiva, ma vengono utilizzati dall’artista in funzione compositiva: i rosa della terra che si riverberano nel cielo, come gli azzurri del cielo si riverberano sul terreno o nelle macchie del verde: è la lezione, mai scordata, dell'ordine espressivo del grande Maestro di Aix-en-Provence.


